Social media

La rabbia ed il rancore verso la politica, sono la forza trainante anche per il movimento 5 STELLE.
Ho assistito a degli episodi di pura follia di massa in questo weekend, e premetto, le mie parole non sono dettate da nessun colore politico, ma dalla degenza e dal rispetto verso le persone.
Una violenza inaudita contro il professore Marco Camisani Calzolari per aver reso pubblico il risultato di un’algoritmo che si basa sul cercare di capire i BOT, ovvero degli account robotizzati al seguito del comico Beppe Grillo, che sono risultati essere oltre il 50% su un campione analizzato di 20.000 follower (twitter).
Volete sapere la reazione di colui che si professa l’innovatore della politica lontano dalla classe politica?
Eccola:

(potete cliccare sull’immagine per leggere tutti  i commenti)
Il susseguirsi di ingiurie e calugne verso una ricerca, che peraltro specifica di trattarsi di un’algoritmo non del tutto verificabile, partito dalla aziende ed ora allargadosi alla classa politica, ha fatto si che i cari sostenitori, a cui non voglio dare nessun appiglio per poter attaccare le mie parole, hanno cominciato ad ingiuriare con offese gravi, tanto da costringere il professore alla cancellazione dei suoi account social e, con un “grido” di allarme lanciato nei suoi ultimi messaggi, a temere per l’incolumità della sua famiglia.
L’assurdità dell’attaccarlo con l’etichetta di servitore di Silvio Berlusconi poi, perchè l’azienda del professore ha fornito delle piattoforme per i siti dell’ex premier, o fatto chissà che altro, oltre a trovarlo assurdo, mi ha fatto capire che la comicità esiste davvero, e che la politica fatta da comici è una cosa, fatta dalla rabbia è un’altra.
Si poteva gestire la cosa in altro modo, ma terrorizzare una persona, mi è sembrata più una setta che un movimento, e mi terrorizza ancor di più visto la situazione disastrosa che abbiamo in Italia che vi siano possibilità di un dominio del genere nel prossimo futuro.
Se avevo qualche dubbio, ora sicuramente non lo ho più, come non vi sarà più il voto per questo signore che tanto si professa diverso dai politici, ma che riesce a rendere le persone rabbiose, perché ripeto, non patteggio per Camisani, non patteggio per nessuno politico, ma quello che ho letto in questi giorni mi fa schifo, schifo come la gente che scrive certe cose.
Vi prego leggete IL BLOG DI BEPPE GRILLO per rendervi conto, cercate di capire se la reazione delle persone di fronte ad una ricerca, che per i più esperti del settore, non rivela nessuna novità, meritava un’umiliazione intellettuale del genere, per una persona che ha solo messo in luce degli aspetti sul mondo del web!!!!
Ognuno saprà a suo modo interpretare, perché siamo un paese libero dove c’è la libertà di espressione, O NO???


Tocco geniale, di scuola glamour che si adatta alle esigenze del mercato, questo è Alessandro Boschet, un giovane fotografo Trentino di soli 20 anni, che con la macchina fotografica riesce ad esprimere la bellezza di ogni cosa, anche di una saldatura;)
[slideshow]

interbauOggi vi propongo un’altro “clippino” dalla serie “Entra in Interbau”, uno dei 7 clip creati per il cliente e fatti per i clienti. Abbiamo voluto strutturare questi video con lo scopo di farvi entrare in officina e spiegarvi come avvengono i processi produttivi di uno dei maggiori costruttori di Design a livello Italiano, con un’approcio “easy” come avviene tra consulente e cliente, ma con la massima professionalità.
Questi clip, che potete visionare sulla parte destra di questo blog ed approfondire sul canale ufficiale di Youtube, illustrano i processi produttivi di #Interbau, ma la peculiarità che forse avrete notato, è quella di essere stati girati tutti in prima battuta!
Si, avete capito bene, io facevo la parte del cliente, chiedevo informazioni, ed Alessandro di Interbau, spiegava le lavorazioni mentre i miei operatori, Carlo ed Alessandro,riprendevano le varie scene.
Volevo ricreare un ambiente vero e così e stato, come vera e sincera  la battuta finale di uno dei titolari Alessandro rivolta al suo collaboratore alla fine di questo clip che vi propongo!
Buona visione
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=gnfXs-dwFLo]


Il mio osservato speciale di questi giorni è Giraffare.it, il primo “gruppo d’acquisto” tutto Italiano in ambito B2B
Incuriosito dal loro portale, ed io stesso, offrendo un servizio a 360°, ho voluto metterci il naso e quindi  ho compilato un modulo di richiesta informazioni.
Partiamo subito dal presupposto che non sono ancora molto conosciuti, ma da lì a poco mi hanno contattato, (letsbonus non risponde nemmeno alle mail dirette), ed allora posso raccontarvi come funziona il loro servizio:
il concetto è identico a Groupon, Groupalia e via dicendo, ma la loro innovazione appunto, è quella di offrire un portale dove mettono in relazione domanda ed offerta esclusivamente sul B2B, unici in questo genere in Italia (al momento)
Il principio è quello di inserire delle offerte specifiche super scontate (come ovvio che sia) di servizi rivolti alle aziende in svariati settori.
Loro, si preoccuperanno, oltre delle messa on line delle vostre proposte, del progetto grafico e dell’invio di circa 500.ooo newsletter con la vostra offerta, “garantendovi” una visibilità Nazionale.
Giraffare si auto promuove attraverso i canali social network ed attraverso riviste, radio, tv, cinema, metropolitane Milanesi, grazie anche ad una partnership con il circuito Classeditori e conta già circa 500mila iscritti.
Il principio dei gruppi d’acquisto è quello di trattenersi una % x sul venduto, facendo da tramite e quindi incassando direttamente il servizio.
Mediamente la percentuale si attesta su un  50%  con un numero minimo di coupon venduti concordati.
GIRAFFARE sostiene che la % da loro richiesta è del 45% e che non vi è un numero minimo di coupon di vendita per poter beneficiare delle offerte sia per il cliente che per il fornitore.
Sappiamo tutti, almeno chi ha acquistato, che uno dei punti molto fastidiosi ed a sfavore di questi gruppi d’acquisto sono i tempi di consegna:
spesso, trattandosi di indumenti, occhiali, o comunque oggetti che devono essere ordinati alla casa madre, per poi passare attraverso la “dogana” e quindi arrivare direttamente a casa nostra, passano anche delle settimane, se non dei mesi.
Questo servizio sembrerebbe essere più diretto, perché una volta acquistato, il cliente si mette in relazione con il fornitore, e quindi, la stessa Giraffare, una volta conclusa l’operazione, verrà estromessa. Toccherà al fornitore  riuscire a fidelizzare il cliente!
Questo capita anche negli altri gruppi, nessuna novità, basta pensare all’acquisto di un buono di un centro benessere, piuttosto che ad una cena in un ristorante, però in questo caso tutto il traffico generato verrà messo direttamente in contatto con cliente (azienda) e fornitore (azienda), si perché, ovviamente, essendo un B2B l’iscrizione è riservata solo alle aziende 😉 ed in particolar modo alle PMI, anche se dichiarano di avere al proprio interno grandi aziende.
Tutto questo quanto costa?
Ovviamente nulla se i tuoi coupon restano invenduti!
Qualcosa non torna direte voi, in realtà oltre a non chiedervi nulla in caso di invenduto, quindi visibilità gratuita, il costo dell’operazione non viene addebitato ed anzi, si beneficerà di una pubblicità nazionale completamente gratutita.
Io personalmente, quando ho sentito questa frase ho pensato: completamente gratuita??
Ho richiesto una mail scritta di quanto dichiarano con tanto di contatto diretto delle persona e contratto, perché detta così sembrerebbe troppo bella.
Altro punto ragionevole, hanno bisogno di una lista dei servizi che vuoi “svendere” per acquisire clienti, per valutarne l’appetibilità e carpirne il grado di rischio:
andando a proporre su larga scala servizi non appetibili ma accollandosi costi di pubblicità la stessa Giraffari non avrebbe un ritorno adeguato per supportare l’operazione.
Così facendo, si riserveranno il diritto di decretare cosa sarà vendibile e cosa non sarà vendibile con una sicura percentuale a loro favore e quindi annullando i rischi di un’eventuale pubblicità gratuita offerta ai suoi clienti.
Sembrerebbe che i conti tornano, allora l’unica cosa che resta da fare è quella di trovare dei servizi su cui puoi veramente abbassare il prezzo!
Già, ma poi, non si rischia di sminuire il proprio lavoro?
Ho ricevuto una newsletter da parte loro dove un’azienda di comunicazione offriva la creazione di profili Social network “professionali” per soli € 200,00. Sinceramente mi sono risentito della cosa, in quanto magari per loro è un buon passpartù per entrare nelle aziende, ma per qualcun’altro potrebbe essere il proprio core business che non svenderebbe mai.
Quindi quanto conviene?
Ripeto, riflessioni, valuto, osservo, delineo le mie idee ma cerco anche consigli ed opinioni da parte di esperti.
Daniel Cerami

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=h3jtWhFJvn8]

IL comunicato Stampa UFFICIALE:

CONTO ALLA ROVESCIA PER L’INTERNET FESTIVAL

L’evento si terrà a Pisa dal 4 al 7 ottobre

Il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, lo aveva annunciato alla stampa nei mesi scorsi: “organizzeremo il primo Festival dedicato a Internet, si terrà a Pisa dal 4 al 7 ottobre”. La macchina organizzativa è partita già da qualche mese mentre il Comitato d’Onore si è insediato il 14 giugno scorso. Ne fanno parte Regione Toscana, Comune di Pisa, Provincia di Pisa, Camera di Commercio di Pisa, Cnr, Università di Pisa, Scuola Superiore Sant’Anna, Scuola Normale Superiore e l’associazione Festival della Scienza di Genova. Il Direttore della manifestazione è Edoardo Fleischner, il coordinamento è affidato a Fondazione Sistema Toscana.

Per me Internet è un bene comune, come l’acqua. Per questo ci siamo impegnati in questa avventura di organizzare, a Pisa, il primo Internet Festival”, ha dichiarato il presidente Enrico Rossi. “La sfida digitale – ha aggiunto Rossi – ci porta a compiere scelte decisive per il futuro della Toscana, per la sua economia, per i suoi giovani. L’obiettivo della Regione è di arrivare entro il 2015 a garantire banda larga a 20 megabit sull’intero territorio, ma l’infrastruttura tecnologica non è tutto. Accanto al digital divide puntiamo a superare anche il cultural divide con una serie di eventi tra cui il più importante sarà l’Internet Festival. Si svolgerà a Pisa, una città che con le sue università e i numerosi centri di ricerca è da sempre all’avanguardia in questo settore. un appuntamento di grande attualità, nel quale parleremo delle immense possibilità offerte dalla rete. L’Internet Festival rappresenta un ponte verso il futuro e non è un caso che avvenga nella Toscana dei diritti e delle opportunità”, ha concluso il governatore.

Gli eventi dell’Internet Festival avverranno in numerosi spazi della città per dare vita ad un format ‘diffuso’. Tra le location le piazze, le sedi universitarie, i musei, i cinema, i teatri fino all’ippodromo di San Rossore. La città sarà animata da una grande festa dedicata a tutti, a partire dai numerosissimi turisti che frequentano la città della Torre Pendente in qualsiasi periodo dell’anno. Ricordiamo che Pisa è visitata da 10 milioni di turisti all’anno, sono 4,5 milioni i passeggeri che atterrano al suo aeroporto e ben 18 milioni i fruitori della stazione ferroviaria cittadina. Il programma punta a coinvolgere gli esperti di web e tecnologia, nativi e immigrati digitali, ma anche le famiglie, le scuole e gli studenti universitari che a Pisa rappresentano più della metà della popolazione residente (52.000 su 90.000 abitanti).

L’offerta sarà declinata su tre target principali: il pubblico potrà scegliere di assistere (e partecipare interagendo) ai convegni e ai forum con esperti, docenti e scienziati di fama internazionale (IF keynote Speech). Le scuole, dalle elementari alle medie superiori avranno la possibilità di frequentare i diversi laboratori organizzati per loro (IF Labs). Numerosi anche gli eventi trasversali, educativi e ludici, dai concerti ai momenti dedicati al gusto (IF Events).

La comunicazione dell’Internet Festival (IF) avverrà principalmente su web e attraverso i social network. E’ online da oggi il sito ufficiale della manifestazione www.internetfestival.it che mostra in homepage il video ‘teaser’. Quattro sono i protagonisti della breve clip: Galileo Galilei, Guglielmo Marconi, Johann Gutenberg e Abramo Lincoln. Questi quattro saggi, ciascuno esempio di eccellenza anche se in campi diversi, saranno gli spiriti guida dell’IF o meglio i ‘testimonial’ di tutta la campagna di comunicazione che parte proprio in questi giorni attraverso i social network.

Perché l’Internet Festival sarà a Pisa? Pisa è conosciuta e come la culla dell’informatica italiana (all’Università di Pisa nasce il primo corso di laurea in informatica d’Italia nel 1969), campo in cui ospita una concentrazione unica di competenze e attività, sia di tipo scientifico che economico. Ha sede a Pisa l’Istituto di Informatica e Telematica (IIT) del CNR, che svolge attività di ricerca scientifica e tecnologica nel settore di Internet e che gestisce il Registro di tutti i domini con suffisso .it (il primo venne registrato 25 anni fa, ora siamo a quota 2,5 milioni). Nell’area pisana sono moltissime le piccole e medie imprese, legate al mondo dell’ICT, spesso leader di settore. Diverse hanno sede presso il Polo NewTech, Polo scientifico e tecnologico di Navacchio. Ricordiamo infine che il primo calcolatore nacque a Pisa più di 50 anni fa e che, venendo ai giorni nostri, la città toscana detiene il record mondiale di trasmissione dati via internet (1200 Gigabit al secondo, pari a oltre un Terabit, registrati dai ricercatori della Scuola Sant’Anna e Cnit).

Mariangela Della Monica – Ufficio Stampa Corporate FST

m.dellamonica@fondazionesistematoscana.it +39 334 6606721

Io aggiungo CI SARO’ e VOI??? 😉

 

Vuoi un’agenzia che sia esperta nel web ma anche nella grafica, ma allo stesso tempo capace, attenta, duttile, intuitiva,creativa e ne sappia di design?

Noi siamo On ed Off line, siamo Social, siamo Video, siamo Advertising, siamo Virali e Kreativi.

Socialvideoadv, Onoff communication, Viralviews communications e Krealine sono molto più di un’agenzia, ma sono delle persone che credono nelle rete, nel sociale e riescono a darti un servizio a 360° che non ha eguali, in due parole:

Facciamo RETE!

Insieme offriamo un ventaglio d’offerta che spazia dalla creazione video, alla pianificazione adwords, per arrivare alla realizzazione di siti web, alla progettazione di veri e propri show-room/ Stand.

Sapremo implementare la tua comunicazione on line e sapremo indirizzarti oltre l’off line.

Non acquisti a scatola chiusa, le tue decisione saranno sempre supportate da case history e consulenze, ti mostreremo che i risultati si ottengono, con il minimo sforzo, il minimo investimento ottenendo il massimo del rientro.
Avrai sempre e solo un riferimento a cui rivolgerti e più tempo per TE!

Non affidarti ad uno solo, affidati ad una squadra che sa vincere!

Firmato dal genio creativo di Peter Koelchley, animatore di MoveOn, Eli Pariser, autore di “The Filter Bubble e Chris Hughes cofondatore di Facebook nasce #Upworthy

Upworthy è un social network con due missioni:

  1. tenere insieme contenuti coinvolgenti (virali)
  2. farci vedere contenuti che ci fanno riflettere

Una squadra passa al setaccio la rete per ricercare i materiali potenzialmente virali ed “aggregarli” sotto un’unico sito web, che però, è stato studiato nei minimi dettagli per poter essere condiviso e supportato sulle reti di Facebook-Twitter e Pinterest per essere condiviso il più possibile.
Graficamente non è piacevole come gli altri social, ma non va per il sottile, quello che conta, appunto, sono i contenuti inseriti e la viralità che riesce ad innescare.
I suoi fondatori affermano che Upworthy è un Social media con una missione precisa: gli argomenti di rilevanza sociale possono essere presentati in maniera coinvolgente ed accattivante e sono convinti, che il mondo si possa cambiare, sempre però, con il sorriso sulle labbra
 
Ispirato da Wired nr 41°/Luglio 2012 scritto da RAFFAELE MASTROLONDARDO


Due anni fa la Provincia con i soldi dei contribuenti ha speso  complessivamente 240mila euro, per creare un Social network inutile ma ancora on line

LA denuncia arrivò dal con il consigliere provinciale della Lista Civica Marco Sembenotti
Ecco un’estratto dall’articolo del giornale on line della provincia di Trento:

Nella premessa Sembenotti ricapitola la vicenda di questo clamoroso “buco nell’acqua”, che prende le mosse dal Programma di sviluppo provinciale (Psp) per la XIII legislatura. Dalle indicazioni del Psp nasce l’idea che la Provincia debba dar vita al “Social Network Trentino”. “Evidentemente – osserva Sembenotti – al dirigente responsabile dell’iniziativa deve essere sfuggito il particolare che l’offerta di social network è abbondantemente satura da tempo”. Ne esistono già centinaia oltre a Facebook, Myspace e Twitter, che da soli coinvolgono 20 milioni di utenti in Italia e 30mila in Trentino Alto Adige (Rapporto Nielsen).
Ciò nonostante la Giunta provinciale decide con un’apposita determina di dar vita al Social Network Trentino affidando l’incarico della realizzazione “alla ditta che, provvidenzialmente, aveva presentato uno specifico progetto in merito”, la YMIR srl di Trento con sede in viale Verona. Oltre a “requisiti tecnici specifici”, alla società la determina della Provincia richiede “un alto grado di perfezione”
Senonché, racconta sempre il consigliere, alla ditta in questione, sembrano mancare i “ferri del mestiere”, tanto che si rende necessario, con un’altra determina dirigenziale del 9 aprile 2009, provvedere alla concessione in comodato gratuito da parte della PAT di tutta l’attrezzatura informatica necessaria (del costo di circa 40.000 euro) di cui evidentemente non dispone, comprendente tra l’altro anche computer portatili, tastiere, mouse, videocamere, borse e zainetti per custodia. Come se, osserva il consigliere, un muratore al quale fosse affidato il compito di erigere un muro non disponesse né di cemento né di mattoni, cazzuola e filo a piombo, e il committente gli fornisse il tutto gratuitamente oltre al corrispettivo per la prestazione.

Qui di seguito potete leggere l’interrogazione ufficiale del Consigliere Sembenotti e la risposta della Giunta

Prego, consigliere Sembenotti.

SEMBENOTTI (Civica per Divina Presidente): Grazie Presidente.

Testo dell’interrogazione n. 3548

I documenti programmatici della Giunta provinciale, nella loro stesura ampia, ridondante e spesso indeterminata, offrono la possibilità a chi vi si deve rifare, di trarre qualsivoglia conclusione gli sia utile. Un caso esemplare al riguardo si rinviene nella determinazione dirigenziale 45/2008 del Servizio organizzazione e informatica con la quale, invocando il cosiddetto piano “Giovani” si giustifica l’affidamento di un incarico di prestazione professionale ad una particolare ditta, scelta senza alcun confronto concorrenziale.

   Nello specifico, sulla base dell’intervento denominato “politiche relative alla fruizione culturale, all’uso produttivo e formativo del tempo libero e alle attività sportive”, nell’ambito del Progetto intersettoriale “Giovani” afferente al Programma di sviluppo provinciale per la XIII legislatura, approvato dalla giunta provinciale nel 2008, si prevedeva di

organizzare, insieme al mondo giovanile, luoghi di incontro e di rappresentanza, territorialmente diversificati, di fruizione di informazione non asimmetrica sul lavoro, sviluppare nuove modalità formative, nuovi percorsi di acquisizione di competenze, anche informali, nei quali esprimere la propria creatività;

elaborare progetti che facilitino l’orientamento di quelle informazioni che per i giovani sono oggi di vitale importanza, per accedere ad una reale cittadinanza attiva, riconoscendo e rafforzando le forme di partecipazione, garantendo il sostegno finanziario alle esperienze, sia formali che informali;

predisporre una serie di opportunità capaci di aprire luoghi, spazi di cittadinanza e nuove forme associative per consentire, riconoscere e fare entrare in gioco le diverse forme di espressività, le differenze etniche, le differenze di genere tra uomo e donna, la necessità di ascolto e di non criminalizzazione delle nuove forme di espressività giovanile, la valorizzazione dei nuovi linguaggi musicali, artistici, quotidiani, l’attenzione ai nuovi modelli di affettività, l’interesse ai nuovi modi di intendere la corporeità, l’attenzione all’ambiente ed al mondo degli esseri viventi.

Da cotante pletoriche indicazioni, la determinazione n. 45 di data 11 novembre 2008, XIV legislatura, del Dirigente del Servizio organizzazione e informatica Sergio Bettotti ricava, con sillogismo alquanto ardito, la conclusione che per attuare il piano debba essere attivato un cosiddetto “Social Network Trentino” a spese del pubblico contribuente. Evidentemente al Dirigente deve essere sfuggito il particolare che l’offerta di social network è abbondantemente satura da tempo giacché sono già operativi e disponibili in internet centinaia e centinaia di social network a partire dai più celebrati, Facebook, Myspace e Twitter, da soli capaci di coinvolgere qualcosa come 20 milioni di utenti in Italia e 30mila in Trentino Alto Adige (Rapporto Nielsen).

Tant’è, di un Social Network Trentino si decide che vi è bisogno, e l’incarico di costruirlo viene affidato a trattativa privata diretta alla ditta che, provvidenzialmente, aveva presentato uno specifico progetto in merito. Un progetto per il cui svolgimento, certifica la determinazione dirigenziale, “sono richiesti requisiti tecnici specifici ed un alto grado di perfezione”.

La ditta in questione, YMIR srl di Trento con sede in viale Verona, cosa davvero curiosa in relazione al tipo di incarico, non sembra però possedere i “ferri del mestiere” tanto che si rende necessario, con successivo provvedimento dirigenziale, n. 9 del 9 aprile 2009, provvedere allaconcessione in comodato gratuito da parte della PAT di tutta l’attrezzatura informatica necessaria (del costo di circa 40.000 euro) di cui evidentemente non dispone, comprendente tra l’altro anche computer portatili (!), tastiere, mouse, videocamere, borse e zainetti per custodia (!!).

Per capirci meglio, questo singolare contratto di comodato rappresenta una situazione equivalente a quella di muratore al quale è affidato di erigere un muro e questi risulti non possedere, oltre a cemento e mattoni, neppure cazzuola e filo a piombo, sì da costringere il committente a fornirglieli gratuitamente (in aggiunta al corrispettivo convenuto per la prestazione)….

Una ditta senza strumenti di base per svolgere un incarico dell’importo di oltre 200.000 euro non rappresenta certo un bel biglietto da visita, ma per la PAT, che si dichiarava “priva al proprio interno di figure professionalmente qualificate cui affidare la realizzazione del progetto Social Network Trentino”, l’impresa prescelta era comunque“soggetto di comprovata capacità e con le necessarie competenze tecniche per realizzare l’attività in argomento”, vantando soprattutto il grande merito di aver sottoposto al competente Servizio il progetto della creazione, a carico dell’ente pubblico, di un social network….

A due anni e mezzo dal lancio, il sito denominato Social Network Trentino in effetti è stato realizzato ma non risulta aver incontrato alcun successo o sviluppo. A parte la succinta schermata iniziale di presentazione e quella relativa ai Piani Giovani che in poche righe rinvia eventuali visitatori al sito della Provincia (!),il grosso delle pagine risulta ancora infarcito solo del noto “Lorem ipsum”, il testo privo di senso.

Interrogazione n. 3548/XIV, “Affidamento dell’incarico alla Ditta Ymir S.r.l. di Trento per la predisposizione del progetto denominato “Social network Trentino”, proponente cons. Marco Sembenotti.

Desolatamente sgombro appare il calendario degli eventi che reca, peraltro, tutte le indicazione in lingua inglese essendo stato palesemente traslato da un sito anglosassone. E del tutto vuota risulta pure la sezione ambiziosamente dedicata ai g.a.s., i gruppi d’acquisto solidale. In questo malinconico deserto di contenuti si perde l’unico post dello scorso maggio di certa Maria Ida riguardante un paio di iniziative estive rivolte ai giovani. Annuncio cuinessuno ha mai risposto alcunché.

A supporto di quanto riportatosi allegano in visione tutte le pagine ritrovabili all’indirizzo del social network, HYPERLINK “http://social.infotn.ymir.eu” § : poche schermate sempre uguali a se stesse, non frequentate da alcuno e prive di qualsiasi utilità.

Appare evidente insomma che il decantato Social Network Trentino, del quale nessuno sentiva la mancanza, non sia mai decollato e sia stato presto abbandonato a se stesso. Per dirla chiaramente, è stato un completo flop, costato alla collettività qualcosa come 240.000 euro.

Per quanto attiene poi al “soggetto di comprovata capacità e con le necessarie competenze tecniche per realizzare l’attività in argomento”, cioè Ymir srl, anche in questo caso un’occhiata al sito web esplicita bene lo spessore di tali competenze e la trasparenza che le contraddistingue: cinque (5) schermate che non vanno oltre l’intestazione e l’indirizzo…. Emblematica la pagina relativa allo “staff aziendale”: otto piccole icone rappresentanti una pecora, una rana, un pinguino, un gatto, un orso, ecc. ! Pure di queste schermate si allega riproduzione.

Alla luce di quanto sopra esposto, il sottoscritto consigliere provinciale

interroga

il Presidente della Provincia per conoscere:

a. la data di attivazione del sito social.infotn.ymir.eu, il numero di contatti registrati dal medesimo fino al 30 settembre 2011, il numero degli iscritti al social network, la percentuale di utilizzo dei contatti tra gli utenti registrati, il numero di documenti lato sensu (articoli, saggi, notizie, studi, ecc.) pubblicati sino al 30 settembre 2011;

b. il grado di rispondenza fra quanto inserito nella proposta progettuale (lo schema contrattuale parla di “progetto che si caratterizza per l’originalità e l’orientamento alla ricerca, dai contenuti altamente specialistici, tecnologicamente avanzato ed innovativo”) e quanto effettivamente creato;

c. se tale rispondenza sia ritenuta soddisfacente dal committente (Pat) ed in caso negativo a chi vadano ascritte eventuali mancanze e come si ritenga di agire per responsabilità;

d. l’entità del personale impiegato dalla ditta Ymir srl, realizzatrice del sito, per l’avvio e il funzionamento del social network, con l’indicazione delle competenze professionali;

e. gli eventuali oneri aggiuntivi, rispetto a quelli deliberati con le determinazioni citate in premessa, sostenuti dalla Pat dall’avvio del progetto Social Network Trentino ad oggi;

f. la composizione societaria di Ymir srl, l’elenco degli incarichi ricevuti dalla PAT, dalle società partecipate e dagli enti collegati, con indicazione degli importi riconosciuti;

g. gli importi di eventuali contributi a qualsiasi titolo concessi alla società YMIR srl nel corso della XIII e XIV legislatura.

A norma di Regolamento si chiede risposta scritta.)

È un’interrogazione che ho presentato lo scorso settembre, che ha avuto già la sua gloria, perché è terminata sui giornali e ne hanno parlato anche degli organi di informazione televisiva, quindi un po’ di rumore l’ha già fatto, ovviamente non è arrivata nessun tipo di risposta ufficiale. Approfitto quindi di questa occasione per ricevere un po’ di chiarimenti rispetto a sette punti che costituiscono le interrogazioni vere e proprie legate a questo atto.

Specifico subito che si tratta di un social network trentino, ovverosia di un’iniziativa che ha preso la Provincia in base a dei documenti che sono stati approvati ancora nella legislatura precedente, nella XIII legislatura, esattamente nell’ambito del progetto intersettoriale giovani, afferente al programma di sviluppo provinciale per la XIII legislatura, che è stato approvato dalla Giunta provinciale nel 2008. In base a queste linee nella XIV legislatura, esattamente il giorno – è molto interessante il giorno – 11 novembre 2008, mi pare che sia due o tre giorni dopo l’esito delle elezioni, il dirigente del servizio organizzazione e informatica Sergio Bettotti ha affidato a trattativa privata e diretta ad una ditta il compito di allestire un social network Trentino.

Io potrei raccontarla molto lunga su tutta questa cosa, mi rifaccio però a quello che è il testo dell’interrogazione, anche perché è già stato molto sintetizzato e quindi credo che possa dar conto, in maniera più precisa, di quello che posso fare magari andando a braccio; nei minuti che ho cercherò anche di aggiungere i chiarimenti che mi sono arrivati lungo strada. L’interrogazione recita così: I documenti programmatici della Giunta provinciale, nella loro stesura ampia, ridondante e spesso indeterminata, offrono la possibilità a chi vi si deve rifare, di trarre qualsivoglia conclusione gli sia utile. Un caso esemplare al riguardo si rinviene nella determinazione dirigenziale 45/2008 del Servizio organizzazione e informatica con la quale, invocando il cosiddetto piano “Giovani” si giustifica l’affidamento di un incarico di prestazione professionale ad una particolare ditta, scelta senza alcun confronto concorrenziale.

Nello specifico, sulla base dell’intervento denominato “politiche relative alla fruizione culturale, all’uso produttivo e formativo del tempo libero e alle attività sportive”, nell’ambito del Progetto intersettoriale “Giovani” come ho detto prima, è stato previsto, e qua c’è tutta una pagina di indicazioni che sono i classici esempi di burocratese, di frasi che vanno bene per qualsiasi realtà. Io ve le risparmio e passo a quello che è il risultato finale di queste indicazioni, indicazioni pletoriche, io le giudico tali, che praticamente autorizzano l’11 novembre del 2008 la determinazione numero 45 del Dirigente del servizio organizzazione Sergio Bettotti, che con un sillogismo alquanto ardito trae da queste indicazioni la conclusione che per attuare il piano giovani, così come indicato, debba essere attivato un social network trentino, ovviamente a spese del pubblico contribuente.

Evidentemente al dirigente in questione deve essere sfuggito il piccolo particolare che l’offerta di social network nel mondo è abbondantissima e satura già da molto tempo, sono operativi e disponibili in internet, non dico centinaia ma migliaia e migliaia di social network di qualsiasi tipo, a partire ovviamente dai più celebri.

Sappiamo che c’è Facebook che ha – mi pare – 800.000.000 di utenti nel mondo, in Italia si calcola che fra i primi tre, che sono Facebook, Twitter e Myspace siano sui 20.000.000 secondo il rapporto Nielsen, gli utenti in Italia. Nel Trentino sarebbero, ma questi sono dati dello scorso anno, 30.000, ma siccome c’è una crescita esponenziale si può tranquillamente considerare già a 50.000 la quota in Trentino degli utenti dei social network, ma è chiaro perché è il boom del momento, però ovviamente fanno tutti riferimento a social network molto radicati, molto conosciuti, nei quali ovviamente si può fare di tutto, relazionarsi in merito a qualsiasi situazione e a qualsiasi argomento.

Malgrado questa offerta, assolutamente abbondante, satura e assolutamente soddisfacente per chiunque, si decide che bisogna fare un social network trentino, chissà perché, il Piano giovani che diceva di organizzare dei luoghi dove i giovani si possono trovare, con tutte delle definizioni dove si possono elaborare progetti, predisporre opportunità capaci di aprire luoghi, spazi di cittadinanza e forme associative, da tutto questo hanno dedotto che l’indicazione giusta era creare un social network. Cosa hanno deciso di fare allora? Che bisognava dare un incarico, e casualmente, ma molto casualmente, proprio in quelle settimane una ditta trentina aveva presentato uno specifico progetto al riguardo, un progetto da 200.000 euro, che casualmente era stato presentato proprio in quei giorni, altrettanto casualmente lo aveva presentato questa Ditta Ymir, che casualmente, perché io non voglio pensare male, è la ditta di Michele Kettmaier, che è colui che ha curato la campagna elettorale di Lorenzo Dellai, e ha realizzato anche il video per l’esordio di Api a Parma. Ci sono pagine di giornali su questo, io non sto dicendo nulla di sconosciuto in realtà, sto solo rilevando questi casi strani. Si decide che c’è bisogno di un social network, malgrado ce ne siano a migliaia, trentino, allora con una determinazione ad hoc gli viene affidato questo progetto senza fare nessun tipo di gara, nessun tipo di trattativa con altre ditte ovviamente, trattativa diretta alla ditta.

La ditta in questione, Ymir, con sede a Verona, cosa altrettanta curiosa in relazione al tipo di incarico, non possiede però i “ferri del mestiere”, quelli che vengono detti i “ferri del mestiere”, ovverosia l’attrezzatura. Tant’è che un paio di mesi dopo, con un altro provvedimento dirigenziale, la Provincia concede in concessione, in comodato gratuito tutta l’attrezzatura informatica necessaria per allestire questo social network. È una ditta quindi che non ha il materiale evidentemente, o comunque non lo vuole utilizzare, altri 40.000 euro di materiale informatico sono stati consegnati a questa ditta, con un’apposita determina, questa ditta aveva due anni di tempo per realizzare il progetto. Con queste premesse ci si attenderebbe, o ci si sarebbe atteso, visto che si sta parlando di più di due anni, ormai sono quasi quattro, chissà che risultato. Tutto questo ovviamente era condito dalle spiegazioni, che dicevano che in Provincia non ci sono le professionalità per fare autonomamente questo social network, bisogna rivolgersi ad una ditta che abbia delle caratteristiche ben precise, ossia un soggetto di comprovata capacità, con le necessarie competenze tecniche, sicuramente questo andava bene, peccato non avesse a disposizione il materiale. Il materiale peraltro, io sono andato anche a vedere che tipo di materiale era, perché curiosamente nel materiale per preparare il social network c’era bisogno di una fila di materiale per il software e per l’hardware ma spiccano sei monitor, cinque tastiere, tre videocamere portatili, una Panasonic Hd e un’altra Panasonic Srd, ovviamente con i relativi zaini e le borse per le telecamere, per portarle in giro, una sfilza per 40.000 euro.

A due anni e mezzo dal lancio di questo sito social network il sito risulta realizzato, ma ovviamente non esiste, se uno va sul sito trova una schermata, dalla quale può accedere ad una seconda e terza schermata, nessuno lo ha mai considerato, non c’è stata nessun tipo di relazione, addirittura le pagine sono ancora infarcite, ho controllato in questi giorni, alcune di queste cose le hanno fatte scomparire, ma erano ancora piene – a distanza di tre anni – di quel testo in latino che serve per riempire, per fare le prove, per vedere quale è l’effetto grafico. Il noto testo si chiama “Lorem ipsum”, sono praticamente delle parole prive di senso che vengono usate in informatica per riempire le pagine. Il calendario degli eventi, i programmi, le sezioni, c’erano delle sezioni dedicate ai gruppi di acquisto, sezioni dedicate a mille altre cose, ovviamente solo i titoli, non sono mai stati usati da nessuno, e addirittura vengono scritte in inglese, perché erano state prese evidentemente da qualche altro sito, ma visto che ce ne sono migliaia può essere che fosse tutto in inglese per questo.

Malgrado tutto questo, a distanza di due anni e mezzo ovviamente non c’era stato nessun tipo di riscontro. Il costo di questa operazione 240.000 euro della collettività. Il risultato io non lo posso far vedere qua, ma avevo corredato l’interrogazione delle stampe delle pagine. Tutto ciò premesso chiedo al Presidente della Provincia di sapere quando è stato attivato il sito, quanti sono stati gli iscritti, quale è stato il grado di rispondenza tra le attese e quello che è stato registrato, realizzato poi, in che maniera si voglia intervenire per eventuali responsabilità, quanto personale è stato impiegato, se ci sono stati oneri aggiuntivi e poi sapere qualcosa su questa società, su questa ditta che ha realizzato questo, perché casualmente abbiamo visto che è una ditta che ha curato la campagna elettorale del Presidente Dellai.

Grazie.

PRESIDENTE: Grazie consigliere. Risponde l’assessore Pacher.

PACHER (Vicepresidente della Provincia – Assessore ai lavori pubblici, ambiente e trasporti – Partito Democratico del Trentino): Grazie Presidente. Rispondo io in sostituzione del Presidente, riferendo alla lettera la comunicazione predisposta dagli uffici. Con riferimento ai quesiti posti nell’interrogazione in oggetto, si precisa che il progetto social network Trentino nasce dall’esigenza, coordinata ed espressa nel 2008 dal Dipartimento istruzione della Provincia autonoma di Trento, sotto la cui responsabilità ricadeva anche l’attuazione delle politiche giovanili, di creare in internet un luogo virtuale per lo sviluppo di confronti e progetti, nonché di ricerche sul mondo giovanile. Con deliberazione numero 580, di data 14 marzo 2008, la Giunta provinciale approvava il progetto intersettoriale giovani nel programma di sviluppo provinciale per la XIII legislatura, stabilendo che le attività previste in tale contesto costituivano, per le strutture provinciali, ambiti di intervento prioritario a favore dei giovani stessi.

Successivamente, con determinazione del dirigente servizio organizzazione informatica numero 45 del’11 novembre 2008, è stato affidato alla ditta Ymir s.r.l. di Trento l’avvio e la sperimentazione del progetto denominato Social network Trentino, realizzato per l’appunto nell’ambito del progetto intersettoriale giovani. La parte caratterizzante e innovativa di questo progetto consiste nello sviluppo un social network con caratteristiche glocal, aperto cioè all’esterno ma fortemente radicato sul territorio, utilizzando altresì unicamente un software libero, FLOSS. In questo modo è possibile garantire il rilascio di una licenza non proprietaria, allo scopo di formare una comunità non solamente di utenti fruitori, ma anche di utenti sviluppatori, permettendone la replicabilità e l’ampliabilità in base a nuove esigenze, garantendo pertanto agli utenti, tramite l’accesso libero al codice sorgente del software, la proprietà dei contenuti e dell’applicativo stesso.

La società Ymir ha provveduto allo sviluppo delle funzioni principali e della grafica, nella fase successiva di testing del progetto la Provincia ha richiesto alla società una riqualificazione dei contenuti, in quanto rispetto all’ideazione del progetto risalente al 2007, allorché i social network come Facebook, Myspace non si erano ancora imposti a livello mondiale, il panorama attuale risulta fortemente mutato per la massiccia adesione a questi nuovi strumenti di comunicazione di massa. Ciò ha spinto l’Amministrazione a riorientare il progetto su contenuti più specifici e di particolare rilevanza per la realtà trentina, quali gruppi di acquisto solidale, in sigla g.a.s., la banca del tempo, il coordinamento di eventi culturali, il supporto alle attività dell’Associazione trentini nel mondo, nonché il supporto alla neocostituita Agenzia provinciale per la famiglia, natalità e politiche giovanili.

Riguardo al quesito D, come definito dall’articolo 2 dello schema di contratto approvato con determinazione 45 di data 11 novembre 2008, il personale coinvolto dalla società Ymir, per la realizzazione del sito, rientra nei seguenti profili professionali, un project manager, tre programmatori, un sistemista, un grafico html. Quesito E, non vi sono oneri aggiuntivi rispetto a quelli già citati nelle determinazioni citate nelle premesse all’interrogazione, escludendo – in attuazione di un decreto del Governo Monti, l’aumento di un punto dell’Iva. Quesiti F e G, i pagamenti effettuati dalla Provincia alla Società nel periodo che va dal 2003 al 2012 sono pari a euro 696.504. Le prestazioni sono state rese nei settori del fondo giovani, della formazione, dei convegni e manifestazioni, della diffusione web. Per quanto riguarda la composizione societaria di Ymir s.r.l. si rinvia alla consultazione registro imprese tenuto dalla Camera di Commercio.

PRESIDENTE: Consigliere Sembenotti, lei ha terminato il tempo: le concedo un minuto, prego.

SEMBENOTTI (Civica per Divina Presidente): Ho cinque minuti per la replica…

PRESIDENTE: No, l’ho detto all’inizio due volte: il tempo è contingentato, per quello l’ho richiamata prima, non ha più tempo.

SEMBENOTTI (Civica per Divina Presidente): Mi scusi, il Regolamento parla di dieci minuti per le esposizioni, se non ci si riesce diventano quindici, la replica più altri dieci minuti.

PRESIDENTE: Nella riunione dei Capigruppo, presente anche il suo capogruppo, avevamo convenuto e concordato che per quanto riguarda le interrogazioni i tempi erano contingentati e spalmati per quanto riguarda i gruppi, lei aveva quel tempo come gli altri, come è successo con il consigliere Giovanazzi che l’ho interrotto, ricordandogli che aveva tre interrogazioni e che quindi il tempo doveva spalmarlo su tutte e tre. Non solo, con l’ordine del giorno le è stato anche consegnato questo schema, che sono i tempi a disposizione di ogni singolo Gruppo. Questo è l’accordo fatto. Detto questo lei ha ancora un minuto che le concedo dopo i due concessi precedentemente. Mi sembra di essere stato molto magnanimo nei suoi confronti rispetto alle altre volte, che a suo dire sono molto fermo nel mantenere il tempo, in modo particolare con lei. Prego, le do un minuto.

SEMBENOTTI (Civica per Divina Presidente): Grazie Presidente, non ci vorrebbe un minuto bensì un’ora per dire esattamente quelle che sono le cose. È sconfortante la risposta. Io non posso prendermela con l’assessore Pacher, ovviamente ambasciatore non porta pena, però è davvero sconfortante questa risposta nella quale non si fa altro che ripetere la cronologia che io ho sottolineato, e dopo come niente fosse si ricorda addirittura che Myspace o Facebook non esistevano o comunque non avevano successo quando è stata presa questa iniziativa. Questa è la cosa più ridicola del mondo, perché si sta parlando del 2008, probabilmente avrà già avuto mezzo miliardo di utenti Facebook, però è lo stesso.

Anche la risposta per quanto riguarda gli altri punti, non dico che è lacunosa ma sconfortante per la sua stringatezza. Io mi riservo ovviamente di non lasciar cadere l’argomento, mi pare ci sia veramente materia perché anche qualche autorità competente vada a vedere cosa è successo. Stiamo parlando di 240.000 euro che sono stati gettati, letteralmente, dalla finestra, però sapendo probabilmente chi era sotto pronto, che casualmente avrebbe transitato in quel momento.

Grazie.

La conclusione che non è dettata da nessuna mia parte politica, è che, il Consigliere Sembenotti ha sollevato una questione più che giusta, ottenendo una risposta più che discutibile, anzi direi assurda.
On line troverete ancora questo “grandioso” progetto che oltre a non aver nulla al suo interno, nella home troverete una photo di Istock Photo nemmeno acquistata.
Poi cara #provincia di #Trento, i requisiti richiesti ad un giovane per crearsi e lanciarsi nel mondo del lavoro sono talmente macchiavellici che uno ci rinuncia, ma sperperare soldi dei contribuenti a propria insaputa rimane cosa intelligente e saggia. COMPLIMENTI.
 
I link di questo articolo
http://issuu.com/danielcerami/docs/socialnetwork?mode=window&backgroundColor=%23222222
http://social.infotn.ymir.eu/
http://www.consiglio.provincia.tn.it/banche_dati/articoli/art_documento_campi.it.asp?pagetype=camp&app=art&carica_var_session=1&suffix=_campi&type=testo&blank=Y&ar_id=182413&ZID=737574

Due compagne universitarie, una accusa l’altra  di aver “copulato” con il suo fidanzato…..Tutto per dire che sembra uguale, ma il gusto cambia ..
Nuovo di-s-gusto-so lavoro dell’agenzia DDB di Chicago per il cliente #Skittles
A voi ridere o rimanerne disGustati 😉
 

Sono molti ancora i preconcetti e le indecisioni da parte di grandi e vecchi, giovani e assodati responsabili commerciali, amministratori ed uffici marketing.
Mi vengono in mente 4 semplici domande che però nel loro insieme delineano un’idea di quale sia il pensiero oggi rispetto a quello che è considerato spesso il domani, ma che in realtà era già ieri.
Se avete due minuti o forse meno, rispondete a queste semplici domande.
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